Trasse un profondo respiro, andò verso di lei, e senza sforzo entrò nel quadro La Veneziana. Questa frase di Vladimir Nabokov esprime in modo molto efficace il senso della navigazione virtuale, della immersione in una opera d'arte digitale, in un museo virtuale: una nuova frontiera artistica, linguistica e tecnologica che proviene dal passato, da un antico desiderio dell'uomo di poter varcare il quadro di Nabokov, il desiderio di poter fare parte di uno spazio illusorio, fantastico, perfettamente uguale al reale.
E' la storia delle pitture nelle case pompeiane, degli affreschi delle cupole delle chiese, del diorama, dello spazio polidimensionale del futurista Trampolini, del Cinerama, del Futurama, del cinema, dei videogiochi di ruolo on line ed infine dei mondi virtuali on line, luoghi illusori, con storie e regole proprie, dove poter navigare e scoprire oggetti, fare incontri.
Il Muvarc, attraverso il linguaggio della realtà virtuale on line, crea l'illusione di entrare nella Mostra d'Oltremare e passeggiare tra i suoi viali, sostare davanti al Cubo d'Oro, affacciarsi dal bordo della Piscina Olimpica, girare attorno al Teatro Mediterraneo, alzare gli occhi al cielo e volare in alto; osservare da lassù la Mostra e poi planare per ritornare nuovamente a passeggiare nel Museo Virtuale.
Nella progettazione del Muvarc sono partito dalla mia esperienza personale della Mostra d'Oltremare. La Mostra ‘Oltremare per me è un luogo di estraniamento. Avulso dalla città. Non esiste nulla di simile a Napoli. Uno spazio sospeso. Architetture razionaliste. Bianche. Bianchissime. Pochi rumori. Spazi larghi. Un labirinto di specchi opachi in cui perdersi. Il luogo ideale per fondare un Museo Virtuale della Architettura in Campania.
La sensazione è quella di trovarsi nella mappa della Mostra.
Dove il popolo nomade di internet possa edificare la sua città virtuale. Muovendosi tra spazi 3d virati in blu e fotografie di archivio in bianco e nero, tra una mappa 2D ed un video a colori, lungo un percorso che si può rappresentare con una frase di Franco La Cecla: Per un nomade il tragitto stesso non è uno spostamento: è la ripetizione di un gesto di fondazione.
La strada della modernità passa attraverso una rielaborazione di forme antiche, miscelando linguaggi o tecnologie contemporanee insieme ad altre più remote.
Il senso del Muvarc, la rappresentazione virtuale dello spazio architettonico della Mostra d'Oltremare, va ricondotto all'interno di una politica di valorizzazione turistica della architettura moderna e contemporanea della Campania, di cui la Mostra rappresenta un elemento centrale per la ricchezza e varietà di edifici che possiede.
La Mostra d'Oltremare, considerata museo en plein air proprio per il valore storico e architettonico delle strutture e degli edifici che la compongono, è il manifesto di una certa tipologia di Architettura Moderna e Contemporanea presente a Napoli, che è andata trasformando l'assetto della città negli anni 30/40 del ‘900, e che di recente è stata candidata ad essere inserita nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Questa prima edizione del Muvarc permette di percorrere le strade della Mostra, di osservare i volumi dei suoi edifici; in questa prima fase di elaborazione il Muvarc presenta in grafica tridimensionale 14 dei più significativi edifici della Mostra, tra i quali il Padiglione America Latina, la Torre delle Nazioni, il Teatro Mediterraneo, il Cubo d'Oro, la Piscina.
Il Muvarc parte dalla Mostra d'Oltremare per musealizzare virtualmente le grandi opere architettoniche moderne e contemporanee della Campania, raccontando e rappresentando lo spazio reale in un nuovo spazio, quello virtuale, ricontestualizzandolo in una rete di relazioni logiche e spaziali fra ogni singolo elemento e la molteplicità degli altri elementi.
La rete Internet si è dimostrata un importante veicolo di comunicazione che ha reso possibile la sperimentazione e l'integrazione di linguaggi e tecnologie come quello della realtà virtuale applicandola al patrimonio artistico e culturale.
Si colloca in questo contesto l'emergenza del concetto di Museo Virtuale e delle aree virtuali on line: una necessità contemporanea di raffigurare lo spazio urbano in tempo reale, e di renderlo fruibile contemporaneamente a centinaia di migliaia di utenti attraverso mappe tridimensionali on line. Aree virtuali con cui interagire, in grado di essere modificate ed arricchite dalle nostre personali esperienze urbane, dal nostro modo di leggere la città, i suoi abitanti, usi, abitudini, luoghi.
Così nel 3d e nella realtà virtuale il vero tema non è quello della capacità dell'artista di rappresentare un oggetto così come appare nella realtà, ma piuttosto quello di indurre l'utente, lo spettatore a riconoscere in quel oggetto 3d le emozioni e le suggestioni proprie dell'oggetto rappresentato. La verosimiglianza, quindi, sta nella capacità di ricostruire quella emozione, non quelle proporzioni.
La storia dell'arte è attraversata dal bisogno di creare l'illusione di poter varcare la soglia del quadro di Nabokov, per poter entrare in un mondo fantastico, tridimensionale, virtuale per l'appunto.
Randall Walzer in “Element of Cyberspace” afferma che La stampa e la radio raccontano, il teatro ed il cinema mostrano, il cyberspazio personifica. Laddove il drammaturgo ed il regista tentano entrambi di comunicare una idea di esperienza, il costruttore di spazi tenta di comunicare l'esperienza stessa. Un costruttore di spazi allestisce un mondo all'interno del quale il pubblico può agire direttamente, non limitandosi semplicemente ad immaginare di esperire una realtà interessante, ma esperendola direttamente.
La potenza dei mondi virtuali sta proprio nella capacità di aver remixato i vecchi media – teatro, stampa, cinema, radio - insieme all'architettura costruendo un nuovo spazio narrativo che li contiene tutti esaltandone le qualità emozionali.
Lo spettatore del Muvarc può muoversi all'interno degli spazi della Mostra d'oltremare e nel contempo scaricare immagini fotografiche di repertorio, leggere testi critici, ascoltare un brano audio o una intervista video.
Le line di sviluppo del Muvarc sono essenzialmente due: il completamento dei contenuti del Muvarc on line e l'inserimento di avatar.
Il Muvarc è una macchina scenografica teatrale allestita su internet che ha come oggetto principale l'architettura contemporanea: gli avatar, personaggi tridimensionali in grado di muoversi e parlare, a cui verranno attribuite funzioni di guida virtuale e di puro intrattenimento, permetteranno in futuro a migliaia di utenti di poter interagire fra loro scambiandosi informazioni all'interno di una grande macchina virtuale della Architettura Campana.
Nel 1991 Brenda Laurel evidenziava che… La tecnologia interattiva, come il teatro, fornisce una base per rappresentare realtà coerenti nelle quali agenti eseguono azioni con qualità cognitive, emotive e produttive. Duemila anni di teoria e pratica drammatiche sono state consacrate ad un fine che è simile a quello della neonata disciplina della progettazione dell'interazione uomo-macchina; vale a dire, la creazione di realtà artificiali all'interno delle quali il potenziale di azione è cognitivamente ed esteticamente accresciuto.
Molti passi in quella direzione sono stati fatti. Sono migliaia i mondi virtuali nella rete, alcuni di tipo sperimentale, moltissimi videogiochi, oppure comunità per incontri virtuali.
Il mondo dei Beni Culturali già da alcuni anni si è posto il problema di superare il tema della conservazione dei Beni per lavorare su quello della valorizzazione e promozione.
E la sensibilità dell'Assessorato ai Beni Culturali della Regione Campania evidenzia una forte volontà di trasformare questo enorme bagaglio di beni, idee, risorse, in prodotti ed oggetti più contemporanei, in grado di soddisfare un pubblico internazionale che parla linguaggi evoluti, che usa tecnologie multimediali che considera l'arte e l'entertainement e l'architettura concetti e mondi costantemente in dialogo fra loro.
Così oggi appare chiaro che Disneyland non può più essere considerata una città dei divertimenti tout court, ma una forte ed emotiva esperienza culturale, e d'altro canto la visita della Villette, uno dei più grandi Musei della scienza al mondo, va affrontato non solo come momento di scoperta ed approfondimento di temi scientifici, ma anche come momento di piacere e divertimento, a tratti di entertainement puro.
Ed ora, trattenete il respiro, e senza sforzo entrate nel Muvarc.
Buon Viaggio.